hai arpionato le mie gioie
con il tuo sorriso di amianto
come sono viole le tue parole
mi inviti per un tè verde
porcellana finissima, mi dici
col mignolo alzato, e poi
nel giardino sul retro hai occhi piccoli
e cani da ringhiare
a chi va a comprarsi il suo giornale

con una bocca mi baci
con l’altra schiumi sulla sabbia
ho un mare azzurro
che dovrei tenermi in tasca

Porcellana, gennaio 2019

Le mie prime mattine
quello che resta
degli spumanti, dei fuochi
e della musica.
Come erano confortanti
i buoni propositi.
Ogni volta aspetto
una nuova neve
cadermi sulle ciglia
al di qua della finestra
con le scarpe pulite
e l’anima in pigiama.

Gennaio, gennaio 2017*

 

*pubblicata in Poesia d’annata (2018)

ricordi
di musiche lontane
spartiti indecifrabili
pezzi di voce
versi a metà
poesie non finite
sul foglio bianco
le parole tornano inchiostro

neanche chiudere
il segno dello zero

Nichilismo #3, marzo 2013

La luce dei lampioni
cuce un altro ricamo
all’antica facciata, mentre
le ultime macchie viola
sopravvivono accatastate tra i monti.
La sera si tarda, aspetta
un sipario sempre aperto
lo spettacolo in un altro spettacolo.
Dai sampietrini, un po’
di lato un po’ da soli, si guarda
coloro che in prima fila
coi gomiti fioriti sulla balaustra
guardano oltre la terrazza,
abbracciati.

Monte Berico, giugno-agosto 2017

cercavo una parola immortale
da avvicinare alla tua bocca
poi finisco per trovarne altre
senza il calcare dei secoli

almeno nella metodica follia
di spaccare versi con l’accetta
ti arrivo sulla punta del naso

il tuo celeste da guancia a guancia
è un cielo posato a terra

qui tutto è veramente troppo grande

Spazi, gennaio 2019

arcobaleno tra le nubi
che colora le invidie
sopite da tempo
angelo in frac
e in boxer a pois
sceso tra gli ignavi
luce dall’inferno
per il paradiso
sangue
versato e negato
piantina calpestata
arancio con le spine
rosa tra le ortiche
ortica tra le rose
prestito rischioso
corrosivo
per l’utile invisibile
di tutti
ammessa con asterisco

spontaneità derisa
per troppa vita

Creatività, gennaio 2015

Un ultimo lento.
Senza musica.
Visi pesanti
sulla spalla dell’altro
il pensiero congelato.
Una maschera cade
ma gli occhi piegati
già sapevano.
Un prima e un dopo
un altrove.

Un ultimo lento
un pezzo di sole scuro
laggiù tra le montagne.
Nel silenzio
vicini e uniti
avremmo provato
a dimenticarci.

Un ultimo lento, giugno 2015