non avevo mai provato a chinarmi
di fronte al nulla, alle camere bianche
alle sue ore lunghe

hai tra gli occhi schegge di sole
e rubi la purezza agli angeli
mi porti dove la neve ha un peso
guardandomi su rami di scoiattolo
le pupille da stella alpina
tra le rocce ghiacciate

una tua spallina che scende
ha spigoli di eternità, me lo dico
con una risma di pensieri
da fotocopiarci settimane
e tanto inchiostro
per sentirsi l’aria dentro
una cantilena che incide la sera
e arde al di là delle montagne

ogni secondo è una crepa al labbro
e un cielo sputato per terra

Ore lunghe, febbraio 2019

sei quella che arrossita
getta gli occhi altrove
e fa sorgere soli sul viso

togli le parole a chi
chiede in punta di piedi
sporgendosi dal respiro

poi torni a guardare
l’orizzonte di qua
senza morire

Orizzonte di qua, gennaio 2019