Voglio restare scavato in queste sere tiepide.
E cogliere. Sagome all’ombra,
lattine che rotolano, geografie di tetti,
parole. Voglio sentire, esserci.
Come chi sta sul terrazzino
e sorveglia seduto il mare che riposa.
Piantarmi sul fianco di una casa
in vie tortuose velate dal tramonto,
come un’insegna blu dei Sali e Tabacchi
grattata dal tempo, un rettangolo che guarda
i calcinacci cadere e innamorarsi del sole,
e i fumatori tra le slot machine tornare
dal locale di sotto, con la ruggine sulla bicicletta.
Passeggiare sugli eleganti profumi della piazzetta,
essere il colore degli antichi caffè
smussato dall’ora tarda,
pedinare da vicino la forma cristallina
delle vecchie lanterne, e sorprendersi
con il miele nel viso. Attendere
come la salsedine sulla panchina del lungomare.
Rimanere dentro il bacio delle giovani coppie,
a sorridere di com’è la notte.

Luglio, luglio 2017

 

*pubblicata in Poesia d’annata (2018)

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