Magma d’estate che si secca
sotto il suo sole. Agosto
di due colazioni diverse.
Notti veraci all’aperto,
gettarsele addosso
come le lontane
linee blu nelle spiagge.
Ir de tapas assieme agli erasmus
para bailar toda la noche
la movida l’eccesso il barocco
il ciarpame i souvenir
la folla che si agita
nei colori dei cocktail;
il ghiaccio lentamente si scioglie.
Il sole sempre più riflesso
sulla pista di atterraggio
aereo che decolla, che torna,
le sedie di plastica impilate
accanto alle colonne
del bar centrale, il grigiore
delle serrande stese,
le foto riguardate da soli.
Selfie di altri
la settimana dopo.

Agosto, agosto 2017

 

*pubblicata in Poesia d’annata (2018)

Voglio restare scavato in queste sere tiepide.
E cogliere. Sagome all’ombra,
lattine che rotolano, geografie di tetti,
parole. Voglio sentire, esserci.
Come chi sta sul terrazzino
e sorveglia seduto il mare che riposa.
Piantarmi sul fianco di una casa
in vie tortuose velate dal tramonto,
come un’insegna blu dei Sali e Tabacchi
grattata dal tempo, un rettangolo che guarda
i calcinacci cadere e innamorarsi del sole,
e i fumatori tra le slot machine tornare
dal locale di sotto, con la ruggine sulla bicicletta.
Passeggiare sugli eleganti profumi della piazzetta,
essere il colore degli antichi caffè
smussato dall’ora tarda,
pedinare da vicino la forma cristallina
delle vecchie lanterne, e sorprendersi
con il miele nel viso. Attendere
come la salsedine sulla panchina del lungomare.
Rimanere dentro il bacio delle giovani coppie,
a sorridere di com’è la notte.

Luglio, luglio 2017

 

*pubblicata in Poesia d’annata (2018)

è tutto diverso
un cogliere forme di là
non vedere vetri, aloni
dilatare spazi
con due respiri
e lavare l’aria

Divertissement, maggio 2019

così ti vedo, centometrista
tra i numeri del traffico
e l’onda di abbaglianti
fino a sparirci dentro
ogni giornata un paio di tue vite, altro tempo
messo al superenalotto
un andare tra nuvole abissali
ladre di luce
un cielo vuoto di tenaglia

Centometristamaggio 2019

non avevo mai provato a chinarmi
di fronte al nulla, alle camere bianche
alle sue ore lunghe

hai tra gli occhi schegge di sole
e rubi la purezza agli angeli
mi porti dove la neve ha un peso
guardandomi su rami di scoiattolo
le pupille da stella alpina
tra le rocce ghiacciate

una tua spallina che scende
ha spigoli di eternità, me lo dico
con una risma di pensieri
da fotocopiarci settimane
e tanto inchiostro
per sentirsi l’aria dentro
una cantilena che incide la sera
e arde al di là delle montagne

ogni secondo è una crepa al labbro
e un cielo sputato per terra

Ore lunghe, febbraio 2019

hai arpionato le mie gioie
con il tuo sorriso di amianto
come sono viole le tue parole
mi inviti per un tè verde
porcellana finissima, mi dici
col mignolo alzato, e poi
nel giardino sul retro hai occhi piccoli
e cani da ringhiare
a chi va a comprarsi il suo giornale

con una bocca mi baci
con l’altra schiumi sulla sabbia
ho un mare azzurro
che dovrei tenermi in tasca

Porcellana, gennaio 2019

Le mie prime mattine
quello che resta
degli spumanti, dei fuochi
e della musica.
Come erano confortanti
i buoni propositi.
Ogni volta aspetto
una nuova neve
cadermi sulle ciglia
al di qua della finestra
con le scarpe pulite
e l’anima in pigiama.

Gennaio, gennaio 2017*

 

*pubblicata in Poesia d’annata (2018)

ricordi
di musiche lontane
spartiti indecifrabili
pezzi di voce
versi a metà
poesie non finite
sul foglio bianco
le parole tornano inchiostro

neanche chiudere
il segno dello zero

Nichilismo #3, marzo 2013

La luce dei lampioni
cuce un altro ricamo
all’antica facciata, mentre
le ultime macchie viola
sopravvivono accatastate tra i monti.
La sera si tarda, aspetta
un sipario sempre aperto
lo spettacolo in un altro spettacolo.
Dai sampietrini, un po’
di lato un po’ da soli, si guarda
coloro che in prima fila
coi gomiti fioriti sulla balaustra
guardano oltre la terrazza,
abbracciati.

Monte Berico, giugno-agosto 2017

arcobaleno tra le nubi
che colora le invidie
sopite da tempo
angelo in frac
e in boxer a pois
sceso tra gli ignavi
luce dall’inferno
per il paradiso
sangue
versato e negato
piantina calpestata
arancio con le spine
rosa tra le ortiche
ortica tra le rose
prestito rischioso
corrosivo
per l’utile invisibile
di tutti
ammessa con asterisco

spontaneità derisa
per troppa vita

Creatività, gennaio 2015

Un ultimo lento.
Senza musica.
Visi pesanti
sulla spalla dell’altro
il pensiero congelato.
Una maschera cade
ma gli occhi piegati
già sapevano.
Un prima e un dopo
un altrove.

Un ultimo lento
un pezzo di sole scuro
laggiù tra le montagne.
Nel silenzio
vicini e uniti
avremmo provato
a dimenticarci.

Un ultimo lento, giugno 2015